Cesare Taddia presenta la cornice artistica per la Madre di Dio di Vladimir

Una icona del Cristo di Mosca, dipinta per il Priore dei Cavalieri del Santo Sepolcro a Bologna

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Ad Arlon (Belgio) durante un corso di icone

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Nuova icona a San Ruffillo (Bo)

Don Enrico Petrucci ha collocato la Madonna di Vladimir nella cappella feriale.

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Nuova icona Della Sacra Famiglia dipinta per don Gabriele Carati

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Conferenza ad Alessandria

Per maggiori informazioni visualizza il link sottostante

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ICONE FINESTRE APERTE VERSO DIOQuattro chiacchiere con Don Gianluca Busi iconografo 

Don Gianluca si trova ad Alessandria dove sta svolgendo un corso di introduzione alla pittura delle icone e ha accolto l’invito di Don Enrico, Parroco della Madonna del Buon Consiglio, di parlare sull’argomento durante una serata aperta a tutti. Gli chiediamo quindi di spiegarci, in parole povere, qual è l’essenza di una icona e quale significato può avere ai giorni nostri: “Sono abituato a farmi capire da tutti, avendo tenuto corsi alle persone più disparate compresi i carcerati. L’icona può essere paragonata ad uno schermo, con un bordo che delimita la realtà esterna (profana) da una zona più interna (sacra) chiamata anche “finestra”, spesso incavata da cui il termine “culla”. Così come attraverso lo schermo della televisione noi vediamo qualcosa che, pur esistente, non è realmente presente lì dove siamo noi, per mezzo dell’icona davanti ai nostri occhi appare una immagine soprannaturale.” Un’icona è quindi una “finestra” aperta verso Dio? “Trovarsi davanti ad una icona significa guardare attraverso una “finestra” che ha una vista sull’invisibile.” Una curiosità. Perché i cieli nelle icone non sono azzurri? “Le icone non hanno il cielo azzurro, ma hanno dei fondi in oro zecchino. L’oro è il materiale più prezioso che esiste in natura ed ha una rifrazione perfetta della luce, gli iconografi lo utilizzano per significare la luce increata, che è la luce di Dio” Un’ultima domanda. Perché nelle icone le figure non proiettano ombre? “Questo perché i personaggi appartengono ad una realtà “trasfigurata”, e non prendono luce dall’esterno ma contengono esse stesse la luce, questo fenomeno è particolarmente evidente nei volti.” Molti sono gli aspetti teologici, tecnici e pratici riguardanti le icone e la loro realizzazione che Don Gianluca avrà il piacere di raccontare a tutti coloro che lo desiderano, sabato 29 gennaio alle ore 21 presso l’oratorio Don Orione, Parrocchia Madonna del Buon Consiglio in via Silvio Pellico n. 8 - Alessandria.

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E-mail: info@russiaecumenica.it

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Una nuova icona in una cornice barocca, per la parrocchia di Don Gabriele Porcarelli

filmati professionali di Maurizio Grandi

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Per informazioni click qui

s1540001.JPG : l’immagine del volto proposta per il modulo di Scuola Greca

Cristalli Svarowski Maria Bonaria Anni

 

Applicazione dei cristalli Swarovski 

Maria Bonaria Anni spiega come applicare i cristalli Swarovski sulle aureole



Conferenza nella Biblioteca storica di San Francesco

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Regalo di Natale

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Pubblicata in 30.000 copie l’icona della Pentecoste, da me dipinta per il Cenacolo Mariano di Borgonuovo (Bo). Un omaggio per gli tutti gli abbonati della Rivista Milizia Mariana. Ringrazio sentitamente le Missionarie dell’Immacolata per questo inaspettato regalo di Natale

don Gianluca

Conferenza a Barumini

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La conferenza internazionale a San Pietroburgo

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Un mio articolo sulla conferenza

La conferenza mondiale “modern sacred icon”

 San Pietroburgo 9-11 novembre 2011

don Gianluca Busi

Arrivati a San Pietroburgo, è iniziato tutto come fosse un film di spionaggio. Con Fabio Nones e Sania Gukova siamo saliti a bordo di un Crysler Voyager con targa estone e vetri fumè, inviatoci dall’organizzazione alla volta del nostro hotel “Oktjabrskaja”.

Ma, ad un certo punto il nostro autista riceve una telefonata e parla concitatamente in russo, poi conclude: vi hanno cambiato l’hotel: vi devo portare al Monastero di Alexander Nevskij.

Ci accoglie un spendida foresteria nel grande complesso monastico di  Alexander Nevskij (contava 5000 monaci al tempo degli Zar: è una città nella città), appena finita, con stucchi e tende di gusto raffinato e colori pastello alle pareti. Hanno pensato di mettere insieme tutti gli italiani così siamo stati dirottati qui, insieme a noi una relatrice finlandese Elizavieta e una russa di Mosca: Svetlana.

La Mattina, dopo una rocambolesca colazione, ci vengono a prendere e arriviamo alla sede del convegno: un edificio all’interno dello “Smol’ny” altra cittadella monastica ora sede del Governatorato della città con la splendida Cattedrale di Rastrelli ora adibita a sala per i concerti.

All’interno due grandi sale: una per le conferenze, un’altra attigua con i diversi stands dei maestri iconografi per le dimostrazioni pratiche una piccola galleria di icone e diversi espositori, curiosamente troviamo lo stand di Zecchi, che ha sponsorizzato l’iniziativa e ha messo a disposizione i pigmenti per le prove degli iconografi.

Qui ci consegnano le cuffie per le traduzioni simultanee e gli atti del convegno, con un’efficienza incredibile, tutte le persone dell’organizzazione sono giovanissime.

Elena Petelina che immaginavo una anziana signora è giovane come lo sono le sue collaboratrici, Natalia, Ludmilla e Ljuba. Attive ed entusiaste, devono avere fatto i salti mortali per essere riuscite a mettere in piedi una organizzazione di questo tipo. Siamo circa 150-200 iscritti, difficile capirne il numero, molti vanno e vengono…

Prima della conferenza mi raggiunge Il Dott. Giorgio Mattioli del ministero degli esteri, che si occupa di promuovere  la cultura italiana a Pietroburgo, si dice molto contento e un po’ sorpreso di vedere degli italiani qui, e propone di organizzare una mostra di icone di iconografi italiani a Pietroburgo, chissà….

Comincia la conferenza alle 10 in punto, con l’incaricato del Patriarca che ci porta la benedizione e poi cominciano le conferenze, ai lati tanti giornalisti intervenuti filmano e fotografano in continuazione. Fa caldissimo, almeno 25 gradi e si suda in camicia, e questa è una fra le sorprese, non mi sarei mai immaginato un clima tropicale in Russia..

Le conferenze iniziano, la prima è di Alexander Stalnov, poi a seguire, la terza di Sania Gukova è particolarmente interessante perché presenta in sintesi l’iconografia e gli iconografi italiani, un grande riassunto del fenomeno “icone” in Italia negli ultimi 25-30 anni. Vedo tutti molto interessati, soprattutto i russi.

Nella sala attigua ci sono gli “workshop” con maestri iconografi che eseguono una icona. Kordis dalla Grecia, Damianakis dagli Stati Uniti, gli altri sono russi, c’è un iconografo giovanissimo, di soli 22 anni che ha cominciato a dipingere icone a 5 anni, uno che si dedica all’affresco.. tutto davvero interessantissimo, le persone fanno la spola fra la sala conferenza e la sala “workshops”, intanto un po’ si parlano, e questo crea un’atmosfera curiosa e vivace.

Le conferenze sono eccellenti, tutti faticano con i trenta minuti assegnati ad ognuno, e il moderatore fatica più di tutti chiedendo spesso di tagliare corto.

Gli argomenti sono svariati anche se pian piano si capisce che i nodi sono sempre gli stessi, anche se mi colpiscono alcune problematiche che i russi sollevano e che non riuscivo ad immaginare partendo dai miei luoghi comuni.

La sera c’è la prima delle tavole rotonde, si arriva presto alla polemica, e il moderatore spesso non riesce far mantenere la calma, ci sono persone che fanno domande e un altro dal pubblico risponde, mentre qualcuno altro parla senza il microfono…. Tuttavia ci sono domande davvero interessanti che vengono poste.

Dopo cena due escursioni: al Laboratorio di G. Gashev e la visita alla galleria di icone contemporanee “Ikona”, entrambe interessantissime. Io ho optato per una terza opzione ancora più interessante, andando subito a letto. Alla sera siamo stanchi, i ritmi sono molto serrati e abbiamo 3 ore di fuso orario di differenza.

Il secondo giorno visitiamo la Lavra di Sant’ Alexander Nevskij con il laboratorio del restauro, la cappella del seminario che Dimitrij sta affrescando con la sua equipe, e alla fine visitiamo il laboratorio di “Sasha” Stalnov, sulla torre dell’edificio del Patriarcato: è bellissimo e le opere sono a dir poco  grandiose.

Ci ritroviamo allo Smol’ny e tutto riparte, fra le conferenze le due più interessanti mi sono sembrate quelle di Irina Yazykova, autrice del libro “Faccio nuove tutte le cose” pubblicato dalla Casa di Matriona che presenta una carrellata delle recenti opere iconografiche.

C’è da rimanere stupiti, per la libertà con cui viene interpretato il canone, mentre la Yazikova con grande maestria entra nelle pieghe di tutte queste realizzazioni mettendole a confronto con la tradizione e ne esce un quadro assolutamente interessante e molto profondo.

Altra conferenza non meno intessante è stata quella di Anastasia Trapeznikova che sta ultimando il Phd. alla facoltà di Belle Arti di San Pietroburg: è incredibile ma ha soltanto 24 anni. Anastasia ha presentato il titolo “il Kitsch e l’iconoclasmo moderno”. Nella sua presentazione appare una lista impressionante e non meno incredibile di vere e proprie opere Kitsch che si stanno diffondendo nella Russia di oggi. Con una competenza che mi ha stupito se paragonata all’età questa giovane ricercatrice ha identificato in maniera precisa i nodi che caratterizzano l’evoluzione dell’iconografia moderna.

La Tavola rotonda della sera ha assunto gli stessi toni un po’ disordinati e polemici, tuttavia è riuscita a mettere a fuoco ulteriori domande, e a porre altrettante ed azzeccate domande a cui rispondere.

Dopo siamo andati tutti insieme ad una Cattedrale in completa ristrutturazione e che Zinon sta affrescando cominciando dalla Cripta, “Sasha” Stalnov invece curerà l’iconostasi. E’ tutto eccezionale: a partire dalla qualità dei materiali, per finire con la qualità dei dipinti, questi di Zinon tolgono il respiro.

Ma noi italiani a quest’ora abbiamo fame… così a tarda sera per noi della foresteria del Monastero viene l’ora della cena. Con Pino Matta, Enrico Bertaboni, Giovanni Mezzalira, e Antonio Buongiorno invitiamo in pizzeria (sì una pizzeria italiana proprio di fronte alla nostra foresteria Elizaveta Korpelainen e Anna Ilina in Pizzeria. Le pizze sono buone, quasi italiane, le nostre amiche parlano (Anna parla solo russo ed è un problema..) delle loro attività, in particolare Anna ancora molto giovane ha già una sua equipe che affresca le chiese, e ci fa vedere con il suo i-pad gli affreschi che sta eseguendo in questo periodo a Mosca. Restiamo meravigliati vedendo la qualità del lavoro, la sua mole e capiamo il fermento che anima la chiesa Russa in questi anni di ricostruzione.

Il terzo giorno inizia con un’avventura. A bordo di tre pulmann ci spostiamo nella regione del Wiborg verso la Finlandia (era Finlandia fino agli anni ’30) per la conferenza e la visita al nuovo monastero di Optina.

Il viaggio è coraggioso, le strade sono disastrose. Natalia, al mio fianco, redattrice della Kolomeskaija Versta, mi dice con un gioco di parole russo che ci sono due problemi in Russia: le strade e gli stupidi. Dopo tre ore di viaggio avventuroso arriviamo ad Optina, lo scenario è grigio e nebbioso incredibilmente spoglio: fa molto freddo. Un monaco ci introduce alla Chiesa in fase di costruzione e ci mostra i controversi affreschi di Ishenko (che ha lavorato con Marlo Ivan Rupnik in Italia ed è di origine russo-asiatica), un altro monaco invece ci porta a vedere gli “Strauss” (struzzi) che il monastero possiede e che sono fonte di sostentamento con le loro grandi uova, ne fanno delle omelette e le mangiano dopo la zuppa.

Dopo il pranzo comincia l’ultima fase della conferenza, la sistemazione non è delle migliori a dire il vero, i microfoni non vanno benissimo, le traduttrici non hanno la cabina, lo schermo ogni tanto si spegne e si riaccende.

E’ un peccato perché alcune relazioni eccellenti come quella di Paolo Orlando e di Yuri Pimenov vanno un po’ perse, così come accade per le conferenze di Elizavieta Korpelainen e di Alexander Sobolev che portavano la testimonianza dell’iconografia oggi in Finlandia e in Canada. Pazienza.

Ma soprattutto è la tavola rotonda a conclusione del convegno che scalda gli animi.

Viene messa subito al centro la discussione sugli affreschi di Ishenko ad Optina, e i toni si fanno subito molto accesi. La polemica cresce e sinceramente a mia parere diventa eccessiva, chiedo anche ad Elena Petelina di concludere la tavola rotonda perché mi pare che si stia esagerando, ma vedo che i russi sono molto meno preoccupati da questo clima di quanto non lo sia io. In fondo, mi pare di capire, se da una parte la polemica è disagevole, d’altra ha il pregio sicuro di mostrare a fondo quali siano i problemi senza tacere troppo.

Arriviamo in fondo alla tavola rotonda un po’ frastornati e confusi. Andrà bene l’affresco di Ishenko? E’ proponibile al culto? Penso che ci siano tante idee in merito quante sono le persone presenti nella sala. E’ stato davvero coraggioso affrontare di petto un tema così scottante ad un convegno mondiale.

La mattina dopo abbiamo fatto visita, noi italiani, con Sasha Stalnov alla magnifica mostra “Sacred Russia” al Castello di San Michele. La qualità delle opere raccolte ha colpito anche lo stesso Sasha, il quale con un certo rammarico ci diceva che forse era opportuno visitare questa mostra all’interno del programma del convegno.

In conclusione credo che questo convegno, sia stata un vera e propria “benedizione” per l’iconografia e gli iconografia nel mondo, e spero davvero che le organizzatrici possano ripetere magari a cadenza annuale o biennale questa iniziativa, che aiuterebbe tutti a ripensare il posto dell’iconografia contemporanea.

Auspicherei inoltre che si potesse dare un pò più di spazio alla preghiera, magari con un momento di sosta all’inizio e alla fine della giornata, compresa l’opportunità eventuale di partecipare quotidianamente ad una Liturgia eucaristica.

Mi sembra che i nodi emersi possano essere riassunti in tre grandi categorie:

-       Il canone: che cosa si intenda per canone, e la necessità di comprendersi da un punto di vista semantico quando si prende in considerazione questo concetto.

-       Il rapporto fra arte contemporanea e l’icona: c’è tanto da capire attorno a questo nodo irrisolto e da elaborare. Ho notato una grande diversità di opinioni e a volte vere e proprie spaccature.

-       Il ruolo della Chiesa istituzione per l’iconografia. E’ un problema molto sentito e un po’ paradossale. Mentre da una parte si invoca una grande libertà, si sente il bisogno di una maggiore presenza e di un giudizio che la chiesa istituzione dovrebbe garantire all’iconografia contemporanea.

Un grazie di cuore a Elena Petelina e allo Staff della casa editrice, che hanno organizzato e condotto questo evento, con la speranza che sia soltanto l’inizio di un cammino.

Don Gianluca Busi

Links:


Link alle immagini e filmati youtube sulla conferenza: http://newreportage.ru/archives/1918

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La testimonianza di Elisavieta Korpelainen (Finlandia) sulla conferenza



Maurizio Grandi, il professionista che ha realizzato i documentari sull’iconografia pubblicati in Youtube

Tra i link abbiamo inserito il sito di Maurizio Grandi (http://maugrandi.it/), il professionista che ha realizzato il documentario delle fasi di realizzazione dell’icona della Madre di Dio di Vladimir disponibili per tutti su Youtube.

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per maggiori info: vedi il link su iconecristiane.it click su “locandina”